Pubblicato in: Identità, Paure, Sogni

Mi ricordo di aver sempre provato una strana eccitazione mista a ingovernabile timore nell’approssimarsi del countdown, e la forte percezione dell’ineluttabile passaggio, dimenticando che si tratta di una soglia uguale a tante altre, da un giorno all’altro, la cui misura è data solo dalla nostra esistenza, praticamente un nulla rispetto all’universo e al tempo.

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Pubblicato in: Identità, Stati d'animo

Mi ricordo che il risveglio dopo la prima tranche di feste era sempre un po’ stordito, una specie di limbo dalle acque quiete in cui galleggiare in attesa del passaggio al nuovo anno. Mi ricordo che attesa era una parola piena, nella quale speranze, progetti e consuntivi si spartivano una possibilità priva di ombre.

Pubblicato in: 21-30, Estati, Segreti

Mi ricordo che Careless whispers la conoscevo a memoria e mi girava per la testa in quella fine estate in cui mi ero data alla pazza gioia con F. e sul cantiere mi portavo dietro il radiolone col mangiacassette.

Pubblicato in: 11-20, Identità, Sogni

Mi ricordo che il giorno in cui i “grandi” decisero che era arrivato il momento di svelarmi che Babbo Natale non esiste ho pianto disperatamente e li ho odiati tutti, perché non era una questione di regali, ma di sogni.

Pubblicato in: Fili, Identità, Sensi, Stati d'animo

Mi ricordo che la vigilia, da noi, era il giorno più importante, da sempre imbandito nella casa che un tempo era dei nonni, poi fu nostra e oggi ancora ospita una tavolata per più di venti persone. Mi ricordo che il tavolo dei bambini continuò a essere tale (in nome della maggior libertà di tutti) anche quando eravamo cresciuti.

Pubblicato in: Affetti, Identità, Stati d'animo

Mi ricordo che il nome in codice della giornata di oggi era antivigilia, attesa di un’attesa in cui andare per mercatini illuminati fino a notte fonda. Mi ricordo che c’era un tempo che oggi sembra non esserci più, quello di dedicarsi finalmente alle cose e alle persone care.

Pubblicato in: 50+, Identità, Segreti, Stati d'animo

Mi ricordo di aver spesso pensato che il cuore fosse vittima di una sorta di anestesia, da un certo momento in poi della vita. Che non potesse più tuffarsi in gola in preda a quella strana eccitazione che gli regalano illusioni e speranze. Che non fosse più in grado di regalare agli occhi quella luce speciale propria dei giorni di attesa di qualcosa che c’è, non c’è, potrebbe accadere, chissà. Adesso so che non è vero.

Pubblicato in: Fili, Identità, Stati d'animo

Mi ricordo che il nodo cruciale dei riti natalizi di casa era la preparazione dell’albero di Natale e di tutto il suo festoso corteo di ninnoli, luminarie, folletti e spiriti. Mi ricordo che era questo il giorno, e non altri, con buona pace di Maria Immacolata.

Pubblicato in: 0-10, Fili, Identità, Inverni

Mi ricordo le palline più “antiche” dell’albero di Natale di casa: erano di vetro, rosse, e su alcune di esse c’erano i nostri nomi fatti di polverina glitterata. Erano così fragili che alcune non mancarono di rompersi, e le loro schegge erano tanto difficili da maneggiare perché paurosamente taglienti.