Pubblicato in: Fili, Identità, Sensi, Stati d'animo

Mi ricordo che vent’anni fa ero convinta che Internet nelle nostre vite sarebbe stato un accidente di passaggio. Che la stramba idea di alzarsi al mattino e confrontarsi con un monitor sarebbe durata quanto una convalescenza. Soprattutto che saremmo tornati presto tutti all’emozione di ricevere posta cartacea dalle mani del postino, da aprire con il tagliacarte, annusare con le proprie dotazioni sensoriali e soprattutto aspettare con i tempi e i modi con le quali le cose hanno il tempo di crescere e maturare. Come il pane. Eccoci qui invece schiavi delle spunte blu e senza lettere d’amore, quelle vere.

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