Pubblicato in: 11-20, Identità, Mater, Primavere

Mi ricordo il tempo passato a dipingere uova, alla maniera dei pisanki. Mia madre organizzava tutto per tempo e passavamo giorni così, tra lentezza e pazienza, pennellini e colori smaglianti, fedeli a una tradizione di terre lontane che non rammento come mai fosse tanto radicata in casa nostra. Me ne sono ricordata stasera, quando mi è stato chiesto come mai a centro tavola ci fossero una dozzina di uova bianchissime che parevano in inspiegabile attesa di una magia che stenta a tornare.

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Pubblicato in: Età, Mater, Pater, Primavere

Mi ricordo che oggi era festa doppia, in casa. Mi ricordo i pesci di carta appiccicati sulle loro schiene, e loro a far finta di nulla, per darci corda. Mi ricordo che quando conobbi M. pensai con stupore che eravamo nati lo stesso giorno, come era accaduto a loro (solo che tra noi due non era destinata a durare). Mi ricordo di aver sempre immaginato che significasse qualcosa, questa coincidenza, ma poi rinsavisci: il caso non esiste – forse solo il destino – e neppure un senso.

Pubblicato in: 50+, Identità, Inverni, Libri, Luoghi, Mater, Notti

Mi ricordo quella sera – stasera – che il presagio di tuoni e lampi violentissimi annunciava come l’ultima, prima di una notte densa di fantasmi e di rimpianti. Mi ricordo le sigarette fumate a turno con mio fratello, come se l’alba non dovesse più arrivare, la perdita di cognizione del tempo, e il film di una vita intera scorrere insieme alle ore funestate da tutto quanto occorso e da quanto ignoto. Mi ricordo che non sapevo che di lì a poche ore avrei iniziato un diario rubando il titolo a Roland Barthes perché la scrittura esorcizzasse l’incubo, durasse il tempo necessario al dolore e poi accettasse di essere lasciato andare. Mi ricordo che non si dimentica, ma qualcosa di atono si installa in noi.

Pubblicato in: 0-10, Identità, Mater, Terre

Mi ricordo i racconti di mia madre a proposito delle piccole Lucie svedesi, la loro corona di luci, il ritmo lento e processionale, l’incanto del buio rischiarato dall’innocenza.

Pubblicato in: Affetti, Autunni, Cibi, Identità, Mater, Stati d'animo

Mi ricordo questa giornata di festa, perché mia madre scavava e intagliava una bellissima zucca trasformandola in sontuosa zuppiera per il risotto. Mi ricordo che non c’erano Halloween, pipistrelli, scheletri e ragnatele, che non era carnevale, ma solo un giorno in più in cui ci si faceva gli auguri e si mangiava insieme, scivolando con inaspettata serenità verso il ricordo dei morti, per i quali si preparavano dolcezze speciali a base di grano, mele cotogne, pasta di mandorle, castagne e noci, e pensieri carichi di vita. Mi ricordo che li si aspettava, e che loro tornavano a occupare le sedie vuote intorno alla tavola, e a stupirsi ogni volta del nostro dolore di viventi.

Pubblicato in: 0-10, Estati, Mari, Mater

Mi ricordo che nella Cinquecento dell’amica di mia madre per andare in spiaggia entravamo in cinque. Credo che la razza umana si sia evoluta sensibilmente negli ultimi 40-50 anni, quanto a dimensioni, perché a ripensarci non mi pare possibile.

Pubblicato in: 0-10, Mater

Mi ricordo l’odore del Natale, quello che fuoriusciva dalle scatole delle luci e delle palline, e pure dal sacco di iuta. Mi ricordo che per quasi un mese la nostra sembrava una casa svedese, in tempi in cui Ikea non esisteva e l’idea della Svezia derivava tutta dai racconti di mia madre che c’era stata in viaggio di nozze a cavallo del solstizio d’inverno.

Pubblicato in: 50+, Giorni, Mater, Stati d'animo

Mi ricordo di un novembre che sembra appena ieri, di giorni come questi ma assai più difficili, nei quali ti stavo perdendo e non l’avevo ancora capito, e la strada quotidiana mi pesava in modo indicibile soprattutto per il tuo lasciarti andare, e il mio stare per il tuo rifiutarmi.