Pubblicato in: Età, Mater, Pater, Primavere

Mi ricordo che oggi era festa doppia, in casa. Mi ricordo i pesci di carta appiccicati sulle loro schiene, e loro a far finta di nulla, per darci corda. Mi ricordo che quando conobbi M. pensai con stupore che eravamo nati lo stesso giorno, come era accaduto a loro (solo che tra noi due non era destinata a durare). Mi ricordo di aver sempre immaginato che significasse qualcosa, questa coincidenza, ma poi rinsavisci: il caso non esiste – forse solo il destino – e neppure un senso.

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Pubblicato in: 50+, Identità, Mater, Pater, Stati d'animo

Mi ricordo di aver perso ogni fede quando ho perso gli affetti più cari. La morte chiude gli occhi a tutti ma a qualcuno li apre.

Pubblicato in: 21-30, Autunni, Pater

Mi ricordo quel giorno uguale a oggi, quando avevo la metà dei miei anni, dopo due notti di veglia, il tepore innaturale di fine novembre e l’incongruità del tuo corpo freddo a cui ci toccava dire addio. Mi ricordo che avevo appena comprato le candele e la ghirlanda per Natale, il primo nella mia vita di figlia in una casa tutta mia.

Pubblicato in: 11-20, Pater, Viaggi

Mi ricordo l’emozione di viaggiare in vagone letto, neanche fosse un hotel a cinque stelle. Mio padre mi accompagnava alla carrozza e mi affidava alle cure del capotreno, che il mattino dopo, a Padova, mi avrebbe portato il caffè e la sveglia, giusto mezz’ora prima del mio arrivo a destinazione.

Pubblicato in: 11-20, Estati, Mari, Mater, Pater

Mi ricordo che il venerdì sera, alla casa al mare, mia madre finiva di preparare la cena e poi si metteva sul balcone, fin quando non vedeva spuntare la macchina di nostro padre. Lui dava un colpetto di clacson, lei sventolava il braccio e subito rientrava in casa e ci faceva rotolare giù dalle scale perché fossimo pronti ad aiutare a scaricare e portar su ogni cosa. Iniziava il weekend, a volte meno idilliaco di quanto ci saremmo aspettati, perché mio padre era sempre molto stanco. Mi ricordo che non ero contenta, ma ora so che erano soprattutto problemi di mia madre.

Pubblicato in: 0-10, Città, Identità, Mater, Pater

Mi ricordo la casa di Trento, in via Adamello angolo via Gorizia, vicino al torrente Fersina. Sono flash aiutati da alcune fotografie, certo, ma me la ricordo davvero. All’ultimo piano, dove correva il balcone e mio padre mi fotografava spesso con le montagne sullo sfondo. Allora ero una biondina dai ciuffi corti e dalla pelle lattea, andavo all’asilo e mia madre mi portava a giocare ai giardini di piazza Dante. Eravamo noi tre, quegli anni non posso condividerli con nessun altro ora.

Pubblicato in: 0-10, Giochi, Mater, Pater, Viaggi

Mi ricordo i nostri viaggi in autostrada, da bambini, con i posti rigorosamente assegnati: io dietro mia madre, G. dietro mio padre e il più piccolo al centro, senza pietà, anche quando diventò il più alto di tutti e le ginocchia gli toccarono il mento. Mi ricordo che loro due provavano a litigare e nostro padre si incazzava di brutto, allora nostra madre mediava, suggeriva giochi e passatempo. Quello obbligatorio era il gioco delle targhe: vincevo facilmente e per i miei fratelli era insopportabile (anche per me, oggi).