Pubblicato in: 41-50, Fili, Primavere, Sensi, Stati d'animo, Viaggi

Mi ricordo tutto di oggi. Mi ricordo che era venerdì e avevo viaggiato con il vino rosso nel borsone. Mi ricordo due conchiglie, un giardino, una tovaglia bianca, le calle nel vaso. Mi ricordo di aver stretto le tue mani forte senza capire che quell’incontro era un addio.

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Pubblicato in: 50+, Identità, Inverni, Libri, Luoghi, Mater, Notti

Mi ricordo quella sera – stasera – che il presagio di tuoni e lampi violentissimi annunciava come l’ultima, prima di una notte densa di fantasmi e di rimpianti. Mi ricordo le sigarette fumate a turno con mio fratello, come se l’alba non dovesse più arrivare, la perdita di cognizione del tempo, e il film di una vita intera scorrere insieme alle ore funestate da tutto quanto occorso e da quanto ignoto. Mi ricordo che non sapevo che di lì a poche ore avrei iniziato un diario rubando il titolo a Roland Barthes perché la scrittura esorcizzasse l’incubo, durasse il tempo necessario al dolore e poi accettasse di essere lasciato andare. Mi ricordo che non si dimentica, ma qualcosa di atono si installa in noi.

Pubblicato in: Fili, Identità, Notti, Stati d'animo, Terre

Mi ricordo di tutte le volte che nella mia vita ho parlato da sola, come stanotte guidando verso casa. Mi ricordo che chiunque potesse essere l’interlocutore immaginario, assente o perduto le mie parole sembravano più convincenti del solito e capaci di rendere possibile l’inimmaginabile. Mi ricordo che parlare da sola rendeva più chiare le cose, pacificandomi.

Pubblicato in: Città, Inverni, Mari

Mi ricordo che la neve in riva al mare ha una bellezza che stordisce. Annulla il margine sottile che divide la terra dal cielo, permettendo – in quella luce che stordisce – che l’una si versi nell’altro.

Pubblicato in: 0-10, Identità, Mater, Terre

Mi ricordo i racconti di mia madre a proposito delle piccole Lucie svedesi, la loro corona di luci, il ritmo lento e processionale, l’incanto del buio rischiarato dall’innocenza.

Pubblicato in: 41-50, Fili, Identità, Isole, Libri, Stagioni, Stati d'animo, Terre, Viaggi

Mi ricordo di aver cercato una risposta a molte mie domande viaggiando per alcuni anni e tornando più volte sui tuoi passi, a Istanbul, a Santorini, a Ginostra e in altri luoghi in cui potevi aver lasciato a tua insaputa qualcosa di te. Mi ricordo tutte le volte che sono tornata sotto il campanone senza essere capace di ritrovare i miei, di passi. Mi ricordo che fu il Trattato della lontananza a illuminarmi: potevo ritrovare un luogo «ma non il me stesso vissuto in quel luogo. Di nostalgia non si guarisce. Perché quel che di me è perduto, per sempre è perduto». Mi ricordo di aver sempre pensato che – in qualche modo – era te che non dovevo perdere. Anche semplicemente continuando a scrivere.

Pubblicato in: Autunni, Mari, Notti, Stati d'animo

Mi ricordo che il passaggio da settembre a ottobre, un tempo, si faceva brusco e irrimediabile con il ritorno all’ora solare. Non mi ricordo, invece, quando questa sensazione ha cominciato a dilatarsi insieme a una coda d’estate che indugia nel cedere il testimone a un autunno riluttante. Le lancette segnano un tempo che ha ancora tempo, che non coincide con la minore quantità di luce e tuttavia sembra ancora essere così “tanto” da potersi concedere il lusso di guardare il mare di giorno, e di notte le stelle.

Pubblicato in: Fili, Stati d'animo, Viaggi

Mi ricordo un giorno con un bellissimo sole, pieno di raggi, disegnato a penna sul calendario della cucina, e il mio nome. Sapeva di attesa tra i profumi del cibo, il tintinnare dei piatti e l’espandersi dei vapori, il sobbollire dell’acqua, i barattoli, il rame, usciva un attimo dalla finestra socchiusa, faceva un giro in giardino, chiacchierava coi merli e col calicanto e rientrava per tempo, stanco e felice, abbandonandosi sullo sgabello in attesa del primo sbuffo di caffè sul fuoco. Mi ricordo tutto questo mentre l’autostrada ti passa accanto e riesco a malapena a scorgere il campanone rarefatto nella bruma incerta di questo sabato di settembre e di ritorni.

Pubblicato in: Fili, Luoghi, Stati d'animo, Viaggi

Mi ricordo che il treno mi dava spazio e tempo, sì, e forse dovrei fare un passo indietro, riappropriarmi anche di quel modo. Però l’ebbrezza di azzerare la distanza volando per poi concedermi le successive peregrinazioni guidando, in compagnia della mia musica e con la strada che si snoda davanti ai miei occhi per raggiungere le persone che amo e riannodare ogni filo, non ha uguali.

Pubblicato in: Estati, Fili, Luoghi, Stati d'animo

Mi ricordo che la manciata di giorni che riservo solo a me stessa è sempre stata inviolabile. Premeditata con larghissimo anticipo. Attesa ogni anno neanche si trattasse di andare dall’altro capo del mondo. Càpita anche in altri periodi dell’anno che mi allontani per qualche giorno, ma c’è sempre una ragione. Invece il mio partire sulla coda dell’estate non dà spiegazioni, stacca la spina e si apre alla sorpresa di svestirsi dei ruoli tradizionali, azzerando improvvisamente orari, cadenze e impegni familiari. Mi ricordo di aver sempre usato il treno e solo in anni recenti di averlo tradito associando al volo un’utilitaria a noleggio. Mi ricordo che il treno e il suo tempo lento allentavano finalmente tutti nodi dell’attesa, concedendo spazio alla lettura e alla musica in quel lasso sospeso in cui si smette di invecchiare e i pensieri si riordinano da sé.