Pubblicato in: Mater, Sensi

Mi ricordo Shalimar, il profumo di mia madre. Mi ricordo che mi stordiva come una sberla, ma era perfetto su di lei.

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Pubblicato in: Estati, Identità, Mari, Sensi, Terre

Mi ricordo estati di occhi, pelle e impazienza, di pulsazioni impazzite e profumo di immortalità. Forse la felicità era quella.

Pubblicato in: 41-50, Fili, Primavere, Sensi, Stati d'animo, Viaggi

Mi ricordo tutto di oggi. Mi ricordo che era venerdì e avevo viaggiato con il vino rosso nel borsone. Mi ricordo due conchiglie, un giardino, una tovaglia bianca, le calle nel vaso. Mi ricordo di aver stretto le tue mani forte senza capire che quell’incontro era un addio.

Pubblicato in: Identità, Sensi

Mi ricordo che i miei scrigni – fin da piccola – sono stati le scatole di latta dei biscotti. Il primo omaggio d’amore (acerbo e precocissimo) ricevuto da un mio coetaneo fu un uovo di gattuccio. E i miei gioielli più preziosi (ancor oggi) sanno di terra, di mare e radici: grani di ceramica raku, ammoniti, conchiglie, ossidiana, ambra, ossi di seppia, come una regina senza tempo.

Pubblicato in: 41-50, Affetti, Cibi, Giochi, Sensi

Mi ricordo (anzi, mi sono ricordata, improvvisamente, per un corto circuito di quelli che accadono solo nella mia testa) che mi avevi proposto il gioco dei menu. Ci eravamo promessi meraviglie stuzzicando le reciproche memorie sensoriali, ognuno per quello che la sua vita poteva scendendo a patti con una comunicazione “al buio” fatta di distanza.
Mi ricordo il mio entusiasmo. La mia gioia. L’aver fatto appena in tempo a buttare in pentola pochi ingredienti, ad annusare un paio di vini e sorseggiare altrettanti rum.
Concedimi – quasi tre lustri dopo – di provarne profonda nostalgia.

Pubblicato in: Fili, Identità, Sensi

Mi ricordo di aver sempre amato le domande, più che le risposte. Soprattutto le domande difficili e infrequenti, quelle che vengono solitamente evitate per non dover prestare troppa attenzione alla risposta. Domande che amo fare e sentirmi fare perché permettono alle vite degli interlocutori di toccarsi in un’intimità esclusiva e dedicata. Mi ricordo che la mia preferita non è Come va? bensì Come stai?

Pubblicato in: Fili, Sensi

Mi ricordo di un merlo senza coda e dall’andatura sghemba, e tanta neve per restare, e parlarsi. Mi ricordo di averti detto: ci pensi a raccontarsele de visu, queste cose? Mi ricordo di aver desiderato a lungo una seconda possibilità di incontrarti per la prima volta, in qualunque forma, anche in silenzio, prima che non ci sia più tempo.

Pubblicato in: Autunni, Identità, Sensi

Mi ricordo di aver sempre considerato l’autunno come la mia stagione preferita. Non credo sia perché ci sono nata (troppo semplice) quanto perché tra tutti i periodi dell’anno trovo che sia quello più denso di sensi. Mi ricordo che non solo i canonici cinque hanno il loro bel da fare, ma tutti gli altri senza nome si risvegliano e si scatenano. Perché l’autunno è uno stato d’animo.