Pubblicato in: Crepuscoli, Identità, Paure

Mi ricordo che mi hanno insegnato che cultura non è parola aliena – anzi – perché riguarda ogni fare dell’uomo. Dalle punte di freccia scheggiate nella pietra, alla pietas di un rito di sepoltura, all’amore per le parole, all’orrore per il loro abuso, sicché chi osteggia la cultura e la mette all’angolo o alla gogna osteggia e mette all’angolo e alla gogna l’umanità. Mi ricordo che quando la parola futuro aveva un senso le cose non stavano così.

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Pubblicato in: 50+, Fili, Inverni, Paure

Mi ricordo di aver avuto paura prima di entrare in ospedale due anni e mezzo fa. Prima di partire distrussi molta corrispondenza, cancellai molti files, blindai i miei numerosi quaderni online, e uscii a cena con le amiche più care. Insomma, lasciai le mie cose in ordine come se potessi anche non tornare. Ora mi viene da ridere, a ripensarci. Ora non mi fa paura praticamente più nulla.

Pubblicato in: Identità, Paure, Sogni

Mi ricordo di aver sempre provato una strana eccitazione mista a ingovernabile timore nell’approssimarsi del countdown, e la forte percezione dell’ineluttabile passaggio, dimenticando che si tratta di una soglia uguale a tante altre, da un giorno all’altro, la cui misura è data solo dalla nostra esistenza, praticamente un nulla rispetto all’universo e al tempo.