Pubblicato in: 41-50, Fili, Identità, Primavere

Mi ricordo la trama fitta di consonanze e la bellezza delle nostre parole sempre in viaggio, avanti e indietro, come navette degli antichi telai.

Annunci
Pubblicato in: Età, Mater, Pater, Primavere

Mi ricordo che oggi era festa doppia, in casa. Mi ricordo i pesci di carta appiccicati sulle loro schiene, e loro a far finta di nulla, per darci corda. Mi ricordo che quando conobbi M. pensai con stupore che eravamo nati lo stesso giorno, come era accaduto a loro (solo che tra noi due non era destinata a durare). Mi ricordo di aver sempre immaginato che significasse qualcosa, questa coincidenza, ma poi rinsavisci: il caso non esiste – forse solo il destino – e neppure un senso.

Pubblicato in: 31-40, Affetti, Giorni, Primavere

Mi ricordo e mi sembra solo ieri, che sei arrivato, già grande, sonnacchioso, gli occhi belli, le ciglia lunghe e un po’ dei miei colori. Mi ricordo e quasi stento a credere che quell’attesa e quello stupore oggi siano maggiorenni e in giro per il mondo, sulla loro strada.

Pubblicato in: 41-50, Fili, Giochi, Stati d'animo

Mi ricordo il diciottodifebbraio. Sole! Caffè! Merlino! Le cose che ritornano – forse – non se ne sono mai andate davvero, anche se la vita è davvero troppo breve per attenderle così a lungo senza che abbiano voglia di restare…

Pubblicato in: 50+, Identità, Inverni, Libri, Luoghi, Mater, Notti

Mi ricordo quella sera – stasera – che il presagio di tuoni e lampi violentissimi annunciava come l’ultima, prima di una notte densa di fantasmi e di rimpianti. Mi ricordo le sigarette fumate a turno con mio fratello, come se l’alba non dovesse più arrivare, la perdita di cognizione del tempo, e il film di una vita intera scorrere insieme alle ore funestate da tutto quanto occorso e da quanto ignoto. Mi ricordo che non sapevo che di lì a poche ore avrei iniziato un diario rubando il titolo a Roland Barthes perché la scrittura esorcizzasse l’incubo, durasse il tempo necessario al dolore e poi accettasse di essere lasciato andare. Mi ricordo che non si dimentica, ma qualcosa di atono si installa in noi.

Pubblicato in: Identità, Sensi

Mi ricordo che i miei scrigni – fin da piccola – sono stati le scatole di latta dei biscotti. Il primo omaggio d’amore (acerbo e precocissimo) ricevuto da un mio coetaneo fu un uovo di gattuccio. E i miei gioielli più preziosi (ancor oggi) sanno di terra, di mare e radici: grani di ceramica raku, ammoniti, conchiglie, ossidiana, ambra, ossi di seppia, come una regina senza tempo.

Pubblicato in: Fili, Inverni, Libri, Stati d'animo

Mi ricordo – in barba a tutto quanto occorso, trascorso o mai accaduto – di aver sempre considerato una fortuna il fatto che taluni esseri esistano e/o che – seppure per un breve attimo – abbiano sfiorato la mia vita. Mi ricordo, in particolare oggi, questi versi di Neruda: cuando te digan / que te olvidé, y aun cuando / sea yo quien lo dice, / cuando yo te lo diga, / no me creas.

Bella ed amabile illusione è quella per la quale i dì anniversari di un avvenimento, che per verità non ha a fare con essi più che con qualunque altro dì dell’anno, paiono avere con quello un’attinenza particolare, e che quasi un’ombra del passato risorga e ritorni sempre in quei giorni, e ci sia davanti: onde è medicato in parte il tristo pensiero dell’annullamento di ciò che fu, e sollevato il dolore di molte perdite, parendo che quelle ricorrenze facciano che ciò che è passato, e che più non torna, non sia spento né perduto del tutto. […] E tale immaginazione è sì radicata nell’uomo, che a fatica pare che si possa credere che l’anniversario sia così alieno dalla cosa come ogni altro dì: onde il celebrare annualmente le ricordanze importanti, sì religiose come civili, sì pubbliche come private, i dì natalizi e quelli delle morti delle persone care, ed altri simili, fu comune, ed è, a tutte le nazioni che hanno, ovvero ebbero, ricordanze e calendario. Ed ho notato, interrogando in tal proposito parecchi, che gli uomini sensibili, ed usati alla solitudine, o a conversare internamente, sogliono essere studiosissimi degli anniversari, e vivere, per dir così, di rimembranze di tal genere, sempre riandando, e dicendo fra sé: in un giorno dell’anno come il presente mi accadde questa o questa cosa.

(Giacomo Leopardi, Pensieri XIII)

Pubblicato in: Fili, Identità, Notti, Stati d'animo, Terre

Mi ricordo di tutte le volte che nella mia vita ho parlato da sola, come stanotte guidando verso casa. Mi ricordo che chiunque potesse essere l’interlocutore immaginario, assente o perduto le mie parole sembravano più convincenti del solito e capaci di rendere possibile l’inimmaginabile. Mi ricordo che parlare da sola rendeva più chiare le cose, pacificandomi.

Pubblicato in: Identità

Mi ricordo che De Andrè mi è sempre stato del tutto indifferente, tanto come uomo che come cantautore. Strano per una che vive di testi e di musica… Ma mi ricordo anche che finché avremo bisogno di miti, paladini ed eroi stiamo messi piuttosto male.