Pubblicato in: 11-20, Identità, Mater, Primavere

Mi ricordo il tempo passato a dipingere uova, alla maniera dei pisanki. Mia madre organizzava tutto per tempo e passavamo giorni così, tra lentezza e pazienza, pennellini e colori smaglianti, fedeli a una tradizione di terre lontane che non rammento come mai fosse tanto radicata in casa nostra. Me ne sono ricordata stasera, quando mi è stato chiesto come mai a centro tavola ci fossero una dozzina di uova bianchissime che parevano in inspiegabile attesa di una magia che stenta a tornare.

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Pubblicato in: 41-50, Fili, Primavere, Sensi, Stati d'animo, Viaggi

Mi ricordo tutto di oggi. Mi ricordo che era venerdì e avevo viaggiato con il vino rosso nel borsone. Mi ricordo due conchiglie, un giardino, una tovaglia bianca, le calle nel vaso. Mi ricordo di aver stretto le tue mani forte senza capire che quell’incontro era un addio.

Pubblicato in: Crepuscoli, Identità, Paure

Mi ricordo che mi hanno insegnato che cultura non è parola aliena – anzi – perché riguarda ogni fare dell’uomo. Dalle punte di freccia scheggiate nella pietra, alla pietas di un rito di sepoltura, all’amore per le parole, all’orrore per il loro abuso, sicché chi osteggia la cultura e la mette all’angolo o alla gogna osteggia e mette all’angolo e alla gogna l’umanità. Mi ricordo che quando la parola futuro aveva un senso le cose non stavano così.

Pubblicato in: Età, Mater, Pater, Primavere

Mi ricordo che oggi era festa doppia, in casa. Mi ricordo i pesci di carta appiccicati sulle loro schiene, e loro a far finta di nulla, per darci corda. Mi ricordo che quando conobbi M. pensai con stupore che eravamo nati lo stesso giorno, come era accaduto a loro (solo che tra noi due non era destinata a durare). Mi ricordo di aver sempre immaginato che significasse qualcosa, questa coincidenza, ma poi rinsavisci: il caso non esiste – forse solo il destino – e neppure un senso.

Pubblicato in: 31-40, Affetti, Giorni, Primavere

Mi ricordo e mi sembra solo ieri, che sei arrivato, già grande, sonnacchioso, gli occhi belli, le ciglia lunghe e un po’ dei miei colori. Mi ricordo e quasi stento a credere che quell’attesa e quello stupore oggi siano maggiorenni e in giro per il mondo, sulla loro strada.

Pubblicato in: 41-50, Fili, Giochi, Stati d'animo

Mi ricordo il diciottodifebbraio. Sole! Caffè! Merlino! Le cose che ritornano – forse – non se ne sono mai andate davvero, anche se la vita è davvero troppo breve per attenderle così a lungo senza che abbiano voglia di restare…

Pubblicato in: 50+, Identità, Inverni, Libri, Luoghi, Mater, Notti

Mi ricordo quella sera – stasera – che il presagio di tuoni e lampi violentissimi annunciava come l’ultima, prima di una notte densa di fantasmi e di rimpianti. Mi ricordo le sigarette fumate a turno con mio fratello, come se l’alba non dovesse più arrivare, la perdita di cognizione del tempo, e il film di una vita intera scorrere insieme alle ore funestate da tutto quanto occorso e da quanto ignoto. Mi ricordo che non sapevo che di lì a poche ore avrei iniziato un diario rubando il titolo a Roland Barthes perché la scrittura esorcizzasse l’incubo, durasse il tempo necessario al dolore e poi accettasse di essere lasciato andare. Mi ricordo che non si dimentica, ma qualcosa di atono si installa in noi.

Pubblicato in: Identità, Sensi

Mi ricordo che i miei scrigni – fin da piccola – sono stati le scatole di latta dei biscotti. Il primo omaggio d’amore (acerbo e precocissimo) ricevuto da un mio coetaneo fu un uovo di gattuccio. E i miei gioielli più preziosi (ancor oggi) sanno di terra, di mare e radici: grani di ceramica raku, ammoniti, conchiglie, ossidiana, ambra, ossi di seppia, come una regina senza tempo.