Pubblicato in: 0-10, Giochi, Identità, Libri, Stati d'animo

Mi ricordo la caccia al frammento di pietra che potesse “scrivere” meglio sull’asfalto, le caselle come orti conclusi, la traccia precisa dei confini e l’impegno per superarli con la cadenza zoppa del salto guidato dal sassolino. Mi ricordo quanto rendeva felici tutto ciò senza che sapessimo che il nostro percorso portava dalla Terra al Cielo.

Niente sta in piedi se non lo puntelliamo con briciole di tempo, se non inventiamo il tempo per non impazzire.

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Pubblicato in: 41-50, Fili, Primavere, Stati d'animo

Mi ricordo di aver riso tanto, con te, una delle cose migliori che possano accadere con un uomo a parte le solite, e più facili. Pensieri buoni, nessuna maschera e tutto il cuore che avevo. Che evidentemente non è bastato.

Pubblicato in: Autunni, Mari, Notti, Stati d'animo

Mi ricordo che il passaggio da settembre a ottobre, un tempo, si faceva brusco e irrimediabile con il ritorno all’ora solare. Non mi ricordo, invece, quando questa sensazione ha cominciato a dilatarsi insieme a una coda d’estate che indugia nel cedere il testimone a un autunno riluttante. Le lancette segnano un tempo che ha ancora tempo, che non coincide con la minore quantità di luce e tuttavia sembra ancora essere così “tanto” da potersi concedere il lusso di guardare il mare di giorno, e di notte le stelle.

Pubblicato in: Fili, Sensi

Mi ricordo di un merlo senza coda e dall’andatura sghemba, e tanta neve per restare, e parlarsi. Mi ricordo di averti detto: ci pensi a raccontarsele de visu, queste cose? Mi ricordo di aver desiderato a lungo una seconda possibilità di incontrarti per la prima volta, in qualunque forma, anche in silenzio, prima che non ci sia più tempo.

Pubblicato in: Autunni, Identità, Sensi

Mi ricordo di aver sempre considerato l’autunno come la mia stagione preferita. Non credo sia perché ci sono nata (troppo semplice) quanto perché tra tutti i periodi dell’anno trovo che sia quello più denso di sensi. Mi ricordo che non solo i canonici cinque hanno il loro bel da fare, ma tutti gli altri senza nome si risvegliano e si scatenano. Perché l’autunno è uno stato d’animo.

Pubblicato in: Fili, Stati d'animo, Viaggi

Mi ricordo un giorno con un bellissimo sole, pieno di raggi, disegnato a penna sul calendario della cucina, e il mio nome. Sapeva di attesa tra i profumi del cibo, il tintinnare dei piatti e l’espandersi dei vapori, il sobbollire dell’acqua, i barattoli, il rame, usciva un attimo dalla finestra socchiusa, faceva un giro in giardino, chiacchierava coi merli e col calicanto e rientrava per tempo, stanco e felice, abbandonandosi sullo sgabello in attesa del primo sbuffo di caffè sul fuoco. Mi ricordo tutto questo mentre l’autostrada ti passa accanto e riesco a malapena a scorgere il campanone rarefatto nella bruma incerta di questo sabato di settembre e di ritorni.

Pubblicato in: Amori, Libri

Mi ricordo che nei Pensieri del Tè Ceronetti si chiedeva «se gli uomini che in vita hanno ricevuto dalle donne, da molte donne, moltissime carezze e parole d’amore, attraversano la Valle dell’Ombra soffrendo meno e con meno paura». Piacerebbe saperlo anche a me.

Pubblicato in: Fili, Luoghi, Stati d'animo, Viaggi

Mi ricordo che il treno mi dava spazio e tempo, sì, e forse dovrei fare un passo indietro, riappropriarmi anche di quel modo. Però l’ebbrezza di azzerare la distanza volando per poi concedermi le successive peregrinazioni guidando, in compagnia della mia musica e con la strada che si snoda davanti ai miei occhi per raggiungere le persone che amo e riannodare ogni filo, non ha uguali.